Immagine Clinica

Breve introduzione ai sensori fotografici.

Il sensore micro 4/3 (MFT)

È il più piccolo dei sensori utilizzati sulle fotocamere ad uso odontoiatrico, più piccolo del sensore APS-C e il Full Frame. I sensori MFT hanno una densità di pixel molto alta su una superficie piccola. Questo può portare a una gestione del rumore digitale leggermente inferiore ma al prezzo di una diffrazione che subentra prima quando si chiude il diaframma (fondamentale in macro per avere tutto il dente a fuoco).
In sostanza sui sensori piccoli, come il Micro 4/3, la diffrazione (che rende l’immagine meno nitida) inizia a farsi sentire già a diaframmi meno chiusi rispetto al Full Frame. Di conseguenza aumenta il rischio di ottenere foto “morbide” o poco dettagliate proprio quando vorremmo ottenere la massima precisione.

La differenza principale tra Full Frame e APS-C
Tutto parte dalle dimensioni del sensore:

I sensori full frame, utilizzabili in ambito medicale, possono essere di due tipologie Medio Formato, come quello montato sulla Fuji GFX 100 che misura 43.8×32.9mm e quelli nel formato 35 mm che misurano 36×24 mm, come i sensori montati sulle Reflex Mirrorless Canon, Nikon e altri brand.
L’APS-C è più piccolo (circa 22×15 mm), quindi cattura solo una porzione dell’immagine prodotta dall’obiettivo.
Questa differenza genera quello che si chiama fattore di Crop: nel sistema Canon è pari a 1,6x mentre in casa Nikon è del 1,5x. In pratica, se utilizziamo un obiettivo da 100 mm su APS-C avremo lo stesso campo visivo di un 160 mm su full frame, per Canon e 150 mm per Nikon.

Cosa comporta questo nella pratica?

Il sensore APS-C, “ritagliando” la scena, ingrandisce naturalmente i soggetti, un vantaggio concreto nella fotografia odontoiatrica, dove sovente è necessario avvicinarsi ai dettagli del volto o del cavo orale senza cambiare obiettivo.
Il sensore Full Frame, a pieno formato offre una gamma tonale più ampia, una migliore resa alle alte sensibilità ISO e una profondità di campo più ridotta, ideale quando si vuole isolare il soggetto o ottenere uno sfocato più morbido.

Negli ultimi tempi si fa un gran parlare di sensori fotografici, chi afferma che il migliore sia il micro 4/3, chi preferisce il formato APS-C e infine chi sostiene il Full Frame, a questo punto la domanda è inevitabile, qual’è il migliore per la fotografia odontoiatrica e odontotecnica?
La risposta non è assoluta, perché ogni formato ha vantaggi e limiti che possono fare la differenza a seconda dell’uso, soprattutto in ambito odontoiatrico, dove precisione e praticità devono convivere. 

" Mi hanno consigliato questa fotocamera perchè costruita appositamente per la fotografia dentale".

Schema dei formati e delle dimensioni dei sensori fotografici.

Il sensore micro 4/3 (MFT)

È il più piccolo dei sensori utilizzati sulle fotocamere ad uso odontoiatrico, più piccolo del sensore APS-C e il Full Frame. I sensori MFT hanno una densità di pixel molto alta su una superficie piccola. Questo può portare a una gestione del rumore digitale leggermente inferiore ma al prezzo di una diffrazione che subentra prima quando si chiude il diaframma (fondamentale in macro per avere tutto il dente a fuoco).
In sostanza sui sensori piccoli, come il Micro 4/3, la diffrazione (che rende l’immagine meno nitida) inizia a farsi sentire già a diaframmi meno chiusi rispetto al Full Frame. Di conseguenza aumenta il rischio di ottenere foto “morbide” o poco dettagliate proprio quando vorremmo ottenere la massima precisione.

La differenza principale tra Full Frame e APS-C
Tutto parte dalle dimensioni del sensore:

I sensori full frame, utilizzabili in ambito medicale, possono essere di due tipologie Medio Formato, come quello montato sulla Fuji GFX 100 che misura 43.8×32.9mm e quelli nel formato 35 mm che misurano 36×24 mm, come i sensori montati sulle Reflex Mirrorless Canon, Nikon e altri brand.
L’APS-C è più piccolo (circa 22×15 mm), quindi cattura solo una porzione dell’immagine prodotta dall’obiettivo.
Questa differenza genera quello che si chiama fattore di Crop: nel sistema Canon è pari a 1,6x mentre in casa Nikon è del 1,5x. In pratica, se utilizziamo un obiettivo da 100 mm su APS-C avremo lo stesso campo visivo di un 160 mm su full frame, per Canon e 150 mm per Nikon.

Cosa comporta questo nella pratica?

Il sensore APS-C, “ritagliando” la scena, ingrandisce naturalmente i soggetti, un vantaggio concreto nella fotografia odontoiatrica, dove sovente è necessario avvicinarsi ai dettagli del volto o del cavo orale senza cambiare obiettivo.
Il sensore Full Frame, a pieno formato offre una gamma tonale più ampia, una migliore resa alle alte sensibilità ISO e una profondità di campo più ridotta, ideale quando si vuole isolare il soggetto o ottenere uno sfocato più morbido.

APS-C, praticità e leggerezza

Le fotocamere APS-C sono generalmente più compatte, leggere e accessibili. Perfette per chi cerca maneggevolezza e rapidità, ma anche per chi si avvicina alla fotografia clinica o documentativa, senza affrontare subito un investimento elevato.

Full Frame, qualità e dettaglio

Il formato full frame è la scelta di chi vuole il massimo della qualità, soprattutto per immagini destinate alla stampa su carta fotografia e riviste specializzate, alle presentazioni in pubblico, alla ricerca clinica o alla comunicazione estetica professionale.
Offre una resa cromatica più fedele e una gestione della luce superiore, qualità importanti se consideriamo la necessità d’impiego di luci artificiali (Flash, LED) come consuetudine nella fotografia medicale e odontoiatrica.

Il full frame medio formato di Fuji è impressionante in termini di dettaglio, corrispondenza colore, gamma dinamica e naturalezza del file. A questo formato dedicheremo alcuni articoli, di approfondimento,  nelle prossime settimane. 

Il sensore APS-C della Canon EOS R50, misura una dimensione di 22X15 mm.
La Fuji GFX 1oo Mark II, un medio formato molto compatto dai costi accessibili e dalla qualità superlativa.
Le generose dimensioni del sensore della Fuji GFX Mark II .
Il sensore Full Frame della Canon EOS R6 Mark II, formato 35 mm, misura 24X36 mm.

In conclusione 

Più il sensore è grande, maggiore sarà la capacità di raccogliere luce e dettaglio. I sensori di grandi dimensioni come i full frame medio formato e  i 35mm offrono generalmente migliore gamma dinamica e gestione del rumore.

I formati più piccoli consentono invece corpi macchina e ottiche più compatti e leggeri.

Il formato del sensore influenza anche la profondità di campo e l’angolo di campo degli obiettivi.

Micro 4/3 è un sensore che soffre il disturbo digitale, e ha problemi di diffrazione. Il costo non è più economico rispetto al formato APS-C.

Il sensore APS-C più leggero, pratico, con “zoom naturale” e costi mediamente contenuti.

Il Full Frame è il sensore che attualmente offre più qualità, maggior dettaglio e prestazioni superiori in ogni condizione di luce.

In fotografia odontoiatrica non esiste un formato migliore in assoluto, tutto dipende da quanto si desidera approfondire la parte tecnica e dal tipo di lavoro che si intende realizzare. L’importante è conoscere le differenze e sfruttarle a proprio vantaggio. 

Prossimamente parleremo di sensori in modo molto più approfondito, avrete risposte concrete ad eventuali dubbi e perplessità.

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